uno dei problemi sono i fondi sempre più limitati che il governo italiano dedica alla cultura. «Una nazione la cui identità e sopravvivenza fiscale dipendono (dalla cultura) - scrive Kimmelman - ci dedica oggi lo 0,21% del suo bilancio statale (e la percentuale è diminuita), il che rappresenta circa un quinto di quanto la Francia consacra a teatro, cinema, mostre, musica e musei. Per non parlare della manutenzione delle migliaia di siti storici per i quali non esiste ancora un piano globale di conservazione».